La nostra voce è il segno che lasciamo nel mondo, la nostra nota
distintiva, il modello che ci differenzia, il contatto che stabiliamo
con il prossimo. Può essere espressa a parole, scritta, cantata,
disegnata, espressa a gesti o con la danza, persino portata sulle silenziose
ali del silenzio o nell'intimità degli occhi.
Abbiamo scelto diversi modi per onorare la voce umana. Come prima cosa,
dal 1989, abbiamo passato in rassegna migliaia di discorsi
che si sono tenuti in occasione della cerimonia di conferimento delle
lauree per cercare i

sentimenti
più duraturi nel tempo, gli oratori più arguti e più
saggi. Abbiamo inserito il testo completo di ventitré di questi
discorsi, risalendo fino al 1936.
Come seconda
cosa, dopo molte false partenze, costruite su premesse che, alla fine,
abbiamo ritenuto essere troppo generiche o condiscendenti verso le persone
coinvolte, abbiamo deciso di inserire nel nostro progetto
folklore un numero limitato, ma accuratamente scelto, di storie riguardanti
un argomento specifico. Il nostro argomento sono le sirene e, a breve,
sostituiremo le attuali quattro storie con altre nove che parlano appunto
di sirene, storie che provengono da quattro continenti, ciascuna con una
sua illustrazione realizzata da un giovane artista americano.
Vi invitiamo anche a considerare, quando vi avventurate
all'estero, nuove parole che esprimono invito e rispetto, parole che evochino
l'umanità da noi tutti condivisa e i sogni che abbiamo in comune.
La prima di queste parole è "ubuntu",
un termine Zulu e Xhosa dal Sudafrica.